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il blog di creho

I tempi dei pagamenti PA: Italia maglia nera in Europa

11/01/2019

pagamenti pa

Saranno anche clienti affidabili, ma di certo le Pubbliche Amministrazioni non sono il massimo per quanto riguarda la rapidità nei pagamenti. Almeno in Italia. E se parliamo di un’azienda che lavora principalmente con le PA, i ritardi possono avere impatti sulla gestione anche fatali per la sopravvivenza dell’impresa!

Pagamenti PA: ultimi in Ue

A lanciare l’allarme è stato l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, l’associazione di riferimento per le ricerche di Confartigianato. Secondo una ricerca pubblicata a giugno 2018, il nostro paese sarebbe ultimo fra quelli dell’Unione per i tempi dei pagamenti PA.

La legge nazionale, in conformità con la direttiva europea, prevede che i pagamenti avvengano entro 30 giorni dall’emissione della fattura, ad eccezione degli enti del servizio sanitario nazionale, per i quali il termine massimo di pagamento è fissato in 60 giorni.

Sapete qual è in realtà la media complessiva? 104 giorni.

Nei primi sei mesi del 2018 sono serviti mediamente 104 giorni ad una pubblica amministrazione per saldare il proprio debito con un’impresa. E, come accennavamo, il trend è addirittura negativo. Nel 2017 infatti ci volevano “solo” 95 giorni.

Pagamenti PA: un confronto impietoso

Se poi estendiamo il raggio di analisi agli altri paesi europei il confronto diventa impietoso. In Spagna le amministrazioni pagano in 56 giorni, in Francia in 55. In Germania e Regno Unito – rispettivamente – in 33 e 26 giorni.

Questa situazione anomala ha indotto l’Unione europea, nel febbraio 2018, a riattivare una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese, che da due anni era in stand-by.

Un problema soprattutto per le PMI

Questo ritardo nei pagamenti PA si trasforma in un problema enorme soprattutto per le piccole e medie imprese, che spesso sono sottocapitalizzate e a corto di liquidità e rischiano di andare in sofferenza.

Secondo le stime, il credito complessivo che le PMI vantano verso le PA in Italia ammonterebbe ad oltre 30 miliardi di euro!

Eppure gli strumenti ci sarebbero…

Esiste in realtà un grosso “eppure” che rende ancora più paradossale la situazione. Perché gli strumenti per rendere più efficienti i pagamenti ci sarebbero tutti. Negli ultimi anni infatti sono state introdotte alcune innovazioni che dovrebbero – almeno sulla carta – rendere più trasparente e facile la riscossione dei crediti e la gestione delle imposte:

  • La fattura elettronica PA, ovvero un sistema di fatturazione elettronico per le Pubbliche Amministrazioni obbligatorio a partire dal 6 giugno 2018;
  • Lo split payment, con cui le PA versano l’IVA direttamente all’erario e non al fornitore;
  • La piattaforma di crediti PCC, uno strumento di certificazione predisposto dal Mef che acquisisce automaticamente tutte le fatture elettroniche verso le Pubbliche Amministrazioni.

Eppure, dicevamo, la situazione non è migliorata. Anzi, al contrario, è peggiorata. Ma allora non c’è rimedio? Non posso fare niente se vanto dei crediti verso una PA ritardataria? Per fortuna non è proprio così.

Cosa fare se la Pubblica Amministrazione ha ritardi nei pagamenti

Oggi, grazie allo sviluppo del Fintech e allo sviluppo di soluzioni di factoring innovative è diventato molto più facile cedere i propri crediti ad aziende specializzate, ed ottenere dunque liquidità immediata.

Esistono infatti varie formule nella cessione del credito, come ad esempio pro soluto e pro solvendo.

Se sei interessato alla cessione dei crediti e vuoi capire quali sono gli strumenti più adatti al tuo caso contattaci.





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